VIDEO: Aspettando Pixel 2, Google compra i talenti di HTC

HTC non è un vendor Android qualsiasi, ma – volente o nolente – è un primus inter pares, anche solo per un motivo storico: è stato il primo OEM a scommettere sull’OS open source di Google. Era l’epoca del T-Mobile G1 e all’epoca la casa di Taiwan era un vendor legato a Microsoft, con cui collaborava sui terminali con Windows Mobile: un’era geologica fa. Inoltre, quando Google è tornata all’hardware con i fortunati Pixel, dopo la svendita di Motorola (a Lenovo), è tornata a bussare alle porte del vendor taiwanese, con cui in passato aveva già realizzato i Google Nexus. L’acquisizione del team di HTC, per 1,1 miliardi di dollari, da parte di Google, ha dunque radici profonde, indice di un rapporto che prosegue negli anni.

Aspettando Pixel 2, Google compra i talenti di HTC
Aspettando Pixel 2, Google compra i talenti di HTC: affare da 1,1 miliardi di dollari

Certo, dal picco di vendite del 2011 (con 45 milioni di unità, secondo Counterpoint Research), Htc è piombata a 12,8 milioni di smartphone, passando dal 9% di market share a meno dell’1%. Una china pericolosa. Gli ultimi anni non sono stati facili per Htc, costretta a licenziare migliaia di dipendenti, a causa dell’ascesa delle tigri cinesi (Huawei, Xiaomi, ZTE, Vivo e Oppo: i produttori cinesi hanno raddoppiato l’export in tre anni, ora esportano il 40% dei loro device; Huawei, con un balzo del 50% in Europa nella prima metà dell’anno, potrebbe superare Apple come secondo vendor al mondo, alle spalle di Samsung: il Mate 10 è atteso il 16 ottobre), mentre esploravs nuove strade, oltre Android, ampliando il raggio d’azione alla realtà virtuale con il visore per la realtà virtuale (VR) Htc Vive.

La scommessa di Google, forte di oltre un miliardo di dollari per aggiudicarsi i talenti di HTC, dimostra che il motore di ricerca fa sul serio nell’hardware, il cui business è cresciuto del 42% a 3,1 miliardi di dollari nel secondo trimestre (il segmento però include il cloud, in rapida crescita).

Google era già entrata nel mercato hardware, quando aveva acquisito l’americana Motorola per 12,5 miliardi di dollari: era il 2012 e l’azienda aveva fretta di rastrellare brevetti per difendersi nella Patent war innescata da Apple. Ma, dopo soli tre anni, Google cedette gli asset hardware di Motorola alla cinese Lenovo, per una frazione della cifra sborsata solo pochi trimestri prima: fu costretta a vendere, anche a causa delle tensioni innescate fra i vendor Android (Samsung aveva minacciato di mettere Android in secondo piano, scommettendo su Tizen OS). Ma l’anno scorso Google ha assunto Osterloh (ex Motorola) per guidare il business hardware, dove verrà inglobato il team di Htc.

L’acquisizione dei talenti provenienti da Htc, per costruire i prossimi Pixel (a proposito, Pixel 2 vedranno la luce il 4 ottobre), creerà una nuova ondata di tensione fra Google, che realizza la piattaforma Android, e gli altri vendor Android, o questa volta filerà tutto liscio? Samsung non avrà timore della competizione rappresentata dai Pixel, costruiti dal team di Htc in stretta collaborazione con il team software di Google? Solo il tempo dirà se il ritorno di Google nell’hardware sia stata o meno la scelta giusta.

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