Dimensione Startup

Nei giorni caldi dello Spread da infarto, le startup sembrarono l’uovo di Colombo: la normativa per promuovere la nascita di startup, partorita dall’ex ministro dello Sviluppo Corrado Passera, sembrava la riforma più innovativa, in grado di proiettare il Paese nel futuro. L’Italia, forte delle grandi idee creative che lo contraddistinguono in numerosi settori (moda, meccanica eccetera), ha tutti i numeri per essere il Paese ideale per lanciare startup: chi fa i progetti, prima o poi attrae capitali.

Dimensione Startup
Dimensione Startup

Yoox, JobRapido, Candy Crash: la prima è l’unico Unicorno italiano, la seconda un altro successo made in Italy (ma sostenuto da capitali tedeschi), il gioco di Riccardo Zacconi (supportato da fondi vanture capitalism francesi) è stato venduto per una cifra da copogiro.

Ma facciamo il punto sulle startup, a partire dagli aspetti più deludenti senza dimenticare quelli più promettenti.

Delusione startup

Le startup italiane sono quasi 8 mila. Hanno un elevato tasso di mortalità, raccolgono scarsi investimenti, sono agli ultimi gradini delle aspirazioni giovanili (nella fascia d’età 14-29 anni, quella che soffre il 35% di disoccupazione, invece, mitizzano i social network), non premiano l’ascensore sociale. Le startup non sono entrate nell’immaginario dei giovani, racconta il Censis. Ma “il capitale umano è la vera risorsa dell’Italia“, spiega Accenture Italia.

Negli USA Startbucks è stata fondata grazie al venture capital: fondi specializzati ed angels in America vogliono investire nei giovani talentuosi; in Francia sono un centinaio; in Italia, sono esigui. La prossima legge di bilancio proverà a fare la differenza, lanciando agevolazioni fiscali sul capital gain, come è avvenuto per i PIR.

Secondo Assolombarda, due startup italiane su 10 chiudono i battenti contro una su 10 in Germania. Ma la vita delle startup è dura anche in Silicon Valley: su 636 startup solo 15 sono arrivate al sesto round. La Silicon Valley domina, l’Europa è alla rincorsa (Regno Unito, Germania e Francia sul podio): secondo Mind the Bridge, sono stati spesi 1.300 miliardi di dollari in 7 anni, con un incremento del 42% nel corso di quest’anno e rendimento “da favola” per il 60% delle operazioni. Negli ultimi 12 mesi il numero di uscite e di capitale registrato su suolo europeo è salito rispettivamente del 61% e del 51%.

Promessa Startup

La legge di bilancio per il 2017 ha reso permanenti gli incentivi per gli investimenti in imprese innovative ad alto valore tecnologico: sono previste una detrazione dall’IRPEF pari al 30% e dall’imponibile IRES pari al 30% dell’investimento.

A livello globale, la partecipazione delle medie e grandi aziende agli acceleratori di innovazione esterne (scarsa in Italia) vale il 20% del venture capital.

Il gap di investimenti che affligge l’Italia (otto-nove volte inferiori rispetto alla Germania) può essere colmato in futuro.

Simbiosity conta 15.990 “entità innovative”, il doppio rispetto alle startup ufficiali: segno che c’è fermento e vivacità.

Secondo il MiSE, nel secondo trimestre 2017 il numero di operazioni che hanno ricevuto il via libera è stato il più alto mai rilevato: 403. Le startup che al 30 giugno 2017 hanno ottenuto un prestito con garanzia del Fondo Garanzia per le PMI sono complessivamente 1.432, per un conto di circa 477 milioni: 60 milioni in più rispetto al trimestre scorso. A livello geografico, la Lombardia mantiene lo scettro per numero di operazioni (588) e risorse mobilitate (oltre 153 milioni), seguita da Emilia-Romagna e Veneto. Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige spiccano per tasso di utilizzo dello strumento sul totale regionale delle startup iscritte.

Invitalia ha messo in cantiere progetti con fondi ad hoc. Pirelli è tornata in Borsa il 4 ottobre presentandosi come una startup di 145 anni. Generali Italia e H-Farm hanno lanciato il programma “Generali Health&Welfare Accelerator”, per scommettere sul mercato e-health in crescita del 22% entro il 2022. C’è tempo fino al 23 ottobre per partecipare a Open-F@b Call4Ideas, giunta alla quarta edizione: il contest internazionale, promosso da BNP Paribas Cardif, in collaborazione con InsuranceUp.it, portale destinato all’innovazione digitale nel settore assicurativo, premierà le tre idee più innovative sul tema della Preventive Insurance, dedicato a start-up, provider tecnologici, professionisti, sviluppatori e studenti. Il progetto formativo di H-Farm Education, nato nel 2015, inaugura altre tre sedi e si fregia del corso di laurea in Digital Management in collaborazione con Ca’ Foscari, l’università di Venezia: l’Open Day si terrà il 14 ottobre. Inoltre alla Bovisa, a Milano, nasce il polo specialistico per le startup hi-tech.

Dunque, è vero che è startup solo il 13% di nuove società realizzate in Lombardia (ma la media nazionale sfiora il 10%). Altrettanto è vero che il tasso di sopravvivenza in Lombardia dopo tre anni è dell’80% (fonte: Assolombarda). Non possiamo neanche negare che deve ancora decollare un vero mercato dei capitali, ma l’Italia vanta una delle normative più evolute e la prossima legge di bilancio aprirà a nuove misure dedicate a promuovere gli investimenti. La delusione startup può ancora trasformarsi in una promessa. Dopo farmaceutica e Fintech, potrebbero partire altri settori. Si farebbero consistenti passi avanti se venisse investito in startup l’1% dei 220 miliardi di euro del risparmio previdenziale, come suggerisce Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi, il fondo italiano che vuole trasformare le startup in vere aziende.

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