Carrellata di fine anno sulle Big IT. In un mercato azionario sopravvalutato del 20%

Questo post nasce dalla considerazione che le borse globali sono passate dai 34 trilioni del 2008 ai più di 80 trilioni di oggi. Apple e Alphabet (la capofila di Google) sono in gara per diventare la prima azienda da un trilione di dollari. Ma, sarà vero o no, c’è chi teme che i mercati azionari siano sopravvalutati di almeno un 20%. Quindi, in attesa di sapere ciò che avverrà (a dispetto di Bitcoin, visto più come bene rifugio che come asset speculativo, in questo caso), scattiamo una panoramica sulle Big IT, fra acquisizioni e previsioni.

Aggiungeremo una nuova istantanea alla nostra carrellata. Ogni nuovo pezzo verrà aggiunto in alto, per agevolare la lettura complessiva: dopo il ritratto di Apple, Facebook e Google, oggi tocca a Amazon.  (POST in fieri: un update al giorno).

Amazon Key, l'e-commerce porta i pacchi nel salotto di casa
Amazon Key, l’e-commerce porta i pacchi nel salotto di casa

Il Ceo di Amazon, Jeff Bezos, è l’uomo più ricco del mondo con oltre 100 miliardi di dollari di patrimonio. Con il Black Friday di novembre, ha registrato il record di 24 vendite al secondo (oltre 2 milioni di unità ordinate in 24 ore). La settimana dell’e-commerce natalizio ha messo a segno oltre 4 milioni di abbonamenti Amazon Prime, compresi quelli gratuiti dei primi 30 giorni. Queste cifre hanno regalato Jeff Bezos il titolo di Paperone, strappato a Bill Gates, co-fondatore di Microsoft (Mark Zuckerberg è quinto), secondo la classifica Bloomberg Billionaire index.

Nel 2018, Amazon vuole aprire il turismo nello spazio. Jeff Bezos, che nel 2000 lanciò Blue Origin, inizierà i test di volo nello spazio con persone a bordo, cui seguiranno i primi turisti paganti, a gruppi di sei, già nei prossimi dodici mesi.

Amazon ha anche promesso di creare oltre 100mila posti di lavoro a tempo pieno negli USA entro il 2018.

L’azienda ha acquisito Blink, startup specializzato in videocamere di sicurezza e IoT.

Nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale (AI), Amazon dice di essere “ancora al primo giorno”, però ha una missione chiara ed ambiziosa: intende semplificarci la vita con Transcribe, Translate, Comprehend e Rekognition Video. Amazon Transcribe permette di trasformare i file audio in parole, aggiungendo la punteggiatura nella trascrizione dall’orale allo scritto. Amazon Translate utilizzerà le reti neurali per captare il significato del testo della lingua originale, grazie a una rappresentazione semantica, efficace per migliorare la conversione dello scritto nella lingua richiesta. Amazon Comprehend analizza i file testuali in base a quattro chiavi di lettura: la lingua in cui è redatto il documento (tra le 100 supportate), le frasi chiave e sintetici estratti, lo stato d’animo dello scrivente (positivo, negativo, un mix tra i due oppure neutro) ed altri punti di riferimento (persone, luoghi e prodotti). Amazon Rekognition Video, che amplia il raggio del servizio di analisi video lanciato un anno fa, permette di andare oltre il riconoscimento in tempo reale di volti (più o meno noti), l’individuazione degli oggetti e il filtraggio di contenuti non appropriati in immagini statiche: anche nel live streaming.

Amazon Lex, “quello che sta dentro ad Alexa”, l’assistente vocale della società, rappresenta il sistema per costruire interfacce destinate alla conversazioni testo-audio. Lex potrà essere usato per creare chatbot ed altre applicazioni web e mobili, in grado di comprendere il linguaggio naturale, per controllare robot, droni e persino giocattoli, all’insegna del Deep Lerning via Natural Language Understanding (NLU) e Automatic Speech Recognition (ASR).

Amazon Polly sfodera 47 voci in 24 lingue diverse. Consente di inserire il testo scritto, per ottenere parole in formato audio: utile per aggiungere funzionalità vocali ad applicazioni già esistenti (ha un futuro nell’e-learning).

Amazon Rekognition è il sistema di riconoscimento visivo di Amazon Web Services (AWS), costruito con lo stesso sistema che ha già messo al microscopio miliardi di immagini ogni giorno su Amazon Prime Foto, riconoscendo oggetti, scene, concetti (per esempio: “persone”, l’espressione “all’aperto”) e volti nelle immagini. A sfruttare Amazon AI sono aziende del calibro di Netflix, Pinterest e Airbnb.

Secondo Cnbc, Amazon potrebbe sbarcare nel mercato della distribuzione dei farmaci. Le farmacie potrebbero avere presto come concorrente il colosso dell’e-commerce. “Non è chiaro però se Amazon voglia entrare nel mercato come grossista o come rivenditore al dettaglio di farmaci”, scrive Cnbc, ma, secondo Goldman Sachs, Amazon potrebbe creare una farmacia di prodotti generici online.

Inoltre, secondo Reuters, Amazon sta trattando con l’Arabia Saudita per investire a Riad, sotto la spinta hi-tech del principe Mohammed bin Salman. Amazon ha comprato il sito di vendite online con sede a Dubai, Souq.com, all‘inizio del 2017.

Infine, Morgan Stanley prevede che Amazon sondi l’ambito dell’abbinamento “tra scansione tramite smartphone e pricing dinamico” mentre si trovano nel negozio fisico, per “cambiare il comportamento e le aspettative dei consumatori nel mondo offline in modo che abbiano fiducia nel fatto di ottenere sempre il prezzo più basso”. In quest’ottica vanno interpretati i pop-up store firmati Amazon e Calvin Klein a New York City e a Los Angeles, che seguono la partnership con Nike del giugno scorso.

Amazon Echo Dot vs. Google Home Mini
Amazon Echo Dot vs. Google Home Mini

Google Pixelbook, Pixel 2 e 2 XL: l'hardware con AI dentro
Google Pixelbook, Pixel 2 e 2 XL: l’hardware made by Google con l’AI dentro

Oggi Google lancia “Hey Google” per attivare l’intelligenza artificiale (AI) di Mountain View (ma chi è abituato a “Ok Gloogle” può continuare ad utilizzare la vecchia stringa), artificial intelligence che debutta anche sui vecchi smartphone Android (Lollipop), ma è supportata anche dagli smart speaker della gamma Google Home.

L’AI del motore di ricerca è sempre più protagonista: giorni fa ha permesso alla NASA la scoperta di un nuovo sistema solare a 8 pianeti, con un sole il 5% più caldo (in realtà la stella si chiama Kepler-90) e del 20% più grande del nostro, distante 2545 anni luce dalla Terra (ma il terzo Pianeta, la loro Terra, è troppo calda, a 1800 gradi Fahrenheit). Ma, a parte questa eccitante scoperta scientifica, l’AI di Google ha messo a segno un nuovo colpo: AlphaGo Zero, l’ultima intelligenza artificiale di DeepMind (Google), non solo ha imparato da solo a giocare a scacchi, ma ha anche messo a KO il campione del mondo in carica tra i computer, il software Stockfish. Non ha perso una sola partita su cento giocate.

Google ha aperto a Pechino il Google AI China Center, non solo per espandersi in Cina, ma soprattutto per rafforzarsi nel machine learning, dal momento che sono cinesi i vincitori delle ultime tre edizioni del contest ImageNet Challenge.

Secondo IDC, il mercato dell’intelligenza artificiale e cognitiva toccherà i 12,5 miliardi di dollari già nel 2017, per un incremento del giro d’affari del 59,3% rispetto al 2016. Oggi un quarto della spesa riguarda il mondo finance e le assicurazioni, ma nei prossimi anni crescerà anche nei settori della pubblica sicurezza, della sanità e del retail.

Sistemi operativi: Android domina incontrastato nel Mobile, in un mercato smartphone che nel terzo trimestre ha totalizzato 373.1 milioni di smartphone venduti (+2.7%), secondo Idc. Secondo Kantar, Android nel terzo trimestre ha registrato un incremento soprattutto in Regno Unito (63,9%), Francia (79,1%), Australia (64,9%) e Giappone (66,5%), Paesi in cui ha messo a segno una crescita superiore al 4%, con un balzo dell’8,2% in UK. In Italia, sia Android (84,6%) che iOS (13,4%) continuano ad erodere le quote dell’ormai defunto Windows Mobile (1,8%, in costante caduta).

Nel mercato smartphone, a settembre, Google ha acquistato per 1.1 miliardi di dollari l’asset mobile di HTC, per rafforzarsi nelllo sviluppo degli smartphone a marchio Google, i Pixel. In base all’intesa, passerà sotto il diretto controllo di Google circa la metà dei dipendenti della divisione mobile di HTC: gli oltre 2000 sviluppatori continueranno ad essere occupati nel settore ricerca e progettazione (R&D).

Android guadagnerà nuovo terreno grazie a Android Oreo Go Edition, la nuova versione per dispositivi di fascia bassa, al via con Android 8.1 Oreo. La Go Edition è dedicata ai device da 512 MB a 1 GB di RAM ed offrirà tutte le funzionalità del sistema operativo di Google e la sicurezza dei dati, oltre all’accesso allo store per scaricare le applicazioni ad hoc (Google Go, inferiore del 40%, Assistente Google Go, YouTube Go, Google Maps Go, Gmail Go, Gboard, Google Play, Chrome e la nuova Files Go).

Capitolo Augmented Reality (AR). Google ha deciso di implementare soluzioni di realtà aumentata (AR) per dispositivi basati su sistema operativo Android, trasferendo le competenze di Project Tango all’interno di ARCore, la nuova SDK che ha la particolarità di non richiedere una piattaforma hardware specifica al debutto del rilascio pubblico della versione 1.0. Finora Project Tango era rimasto limitato, disponibile solo su ASUS Zenfone AR e Lenovo Phab 2 Pro. Ma con ARCore (al momento in Developer Preview 2), Google amplia l’orizzonte dell’AR: la tecnologia, già sfruttata da Google in AR Stickers, all’interno dei propri smartphone della famiglia Pixel 2, consente di implementare un layer virtuale sopra informazioni visive che giungono dal mondo reale.

In ambito realtà virtuale, Google ha rilasciato YouTube VR su Steam, che consente agli utenti dello store video ludico per PC in possesso di un visore HTC Vive (con specifiche non entry level) di godersi la piattaforma di video condivisione in modalità immersiva.

A proposito di YouTube, ferve l’attesa per il servizio Remix, un nuovo servizio per ascoltare brani a pagamento, dopo il flop di Google Play Music e YouTubeRed. Un solo abbonamento metterà a disposizione musica in streaming che video senza pubblicità. Secondo una ricerca della International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi), l’85% del miliardo e mezzo di utenti mensili della piattaforma di video-sharing di Google, accede a YouTube per la musica. Ora Google riprova a monetizzare il popolare servizio. Stando a Bloomberg, Warner ha già siglato un’intesa con Alphabet, mentre Universal e Sony sono ancora al tavolo delle trattative, come il consorzio di etichette indipendenti Merlin. Per vincere la sfida, YouTube dovrà abbattere lo streaming pirata di album o brani musicali.

Alhabet (la capofila di Google) ha archiviato il terzo del 2017, registrando una crescita del fatturato del 24% rispetto all’anno scorso, raggiungendo i 27,8 miliardi di dollari, mentre i guadagni netti ammontano a 6,7 miliardi, grazie alla pubblicità. Nel mercato advertising, Google detiene, insieme a Facebook, il 63% di tutto il digital advertising negli Stati Uniti.

La sezione Other bets fattura complessivamente 302 milioni di dollari, 105 in più rispetto all’anno scorso. Spicca Nest tra le più profittevoli, ma un contributo positivo proviene anche da Fiber e Verily. Nel complesso la divisione – che si occupa anche di self-driving cars, AI eccetera – rimane in perdita, per un totale di 812 milioni di dollari, ma il rosso si riduce rispetto agli anni scorsi. Il cloud, l’hardware e la vendita di contenuti passano da 2,4 a 3,4 miliardi di dollari.

In ambito Seo, Google ha aggiornato la nuova Guida introduttiva all’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) che manda in pensione la versione precedente (2011).

Per contrastare le fake news, Google News si aggiorna per mettere
al bando i siti che offrono false informazioni sul Paese d’origine o che le celano.

Le parole più ricercate su Google spaziano, infine, dalla Catalogna al caso Donnarumma, passando per lo sport, la musica e la cucina (le olivie in salamoia). Ai primissimi posti della top 10 svettano domande utili: “perché fischiano le orecchie” o “perché le cicale cantano”. Il significato di “Ipocondriaco” è al primo posto, ma svettano anche l’iPhone 8, l’iPhone X e il fenomeno Bitcoin.

Google Pixel 2 e Pixel 2 XL, gli smartphone con l'AI
Google Pixel 2 e Pixel 2 XL, gli smartphone con l’AI

Facebook e Google detengono il 63% di tutto il digital advertising negli Stati Uniti: si tratta di un duopolio che detiene due terzi del mercato pubblicitario digitale americano, con market share in ulteriore crescita. Seguono Microsoft con l’11,8%, Amazon in quinta posizione al 9,3% previsto nel 2019 (era al 2,7% nel 2013), Snapchat al 6% che supererà Twitter al 3,4%.

Scrive Bloomberg che, nonostante il duopolio di cui sopra, il 2017, l’anno che sta per chiudersi, è stato il peggiore della giovane storia di Facebook, ma che le cose volgeranno perfino al peggio nel 2018. Parliamoci chiaro: la crescita del social network di Menlo Park rimane innegabile. La società guidata dal Ceo Mark Zuckerberg ha registrato una crescita (stimata) del 46% ed ha raddoppiato le entrate nette. Ma le ottime performance finanziare non devono trarre in inganno: finora ha beneficiato di una crescita non regolata, a bassissima tassazione, invece il vento sta un po’ cambiando (anche se non bisogna neanche sovrastimare la recente svolta di Facebook che fatturerà nei Paesi dove realizza i ricavi: le tasse infatti si pagano sugli utili. La mossa di Facebook è più un modo per svicolare dalla Web Tax).

Ma non c’è solo il tema fiscale sul banco degli imputati. Il social network deve affrontare anche i recenti attacchi di Sean Parker e Palihapitya che hanno praticamente definito Facebook il male del nostro secolo visto che “sta facendo a pezzi la nostra società”. Parole pesanti, veri “j’accuse” pronunciati da persone che conoscono Facebook da vicino e che scatenano una vera bufera. Il punto non sarebbero le cosiddette Fake News, “l’avvelenamento social delle campagne pubblicitarie” organizzate in Russia, bensì il fatto che la sua pervasività faccia leva sulle “debolezze dei meccanismi psicologici umani”. Facebook ed Instagram sono veicoli di gratificazione istantaneo, in grado di facilitare abusi ed aggressioni (come punta il dito il report della U.K. Committee on Standards in Public Life).

Il terzo filone di problemi, che potrebbe diventare una nuova spina nel fianco nel social network con 2 miliardi di utenti, riguarda la privacy e l’accusa porta la firma di Antonio Garcia-Martinez: non sarebbe etico l’advertising mirato basato su dati collezionati dagli utenti, si corrono rischi di manipolazione e di violazione di privacy.

Oculus Go: il visore per la VR di Facebook diventa mobile (senza cavi)
Oculus Go: il visore per la VR di Facebook diventa mobile (senza cavi)

Fatta questa lunga e doverosa premessa, torniamo alle ambizioni di Facebook per il 2018. Il social network vanta 2,1 miliardi di utenti attivi mensili e 1,4 miliardi di utenti attivi giornalieri (sia gli uni che gli altri, nel terzo trimestre, sono aumentati del 16%). I temi chiave sono: l’intelligenza artificiale (AI), la realtà virtuale (VR), il marketing in nuovi mercati (a partire dal turismo). “L’intelligenza artificiale è alla base di tutto ciò che fa Facebook” ha spiegato Facebook Italia di recente, con 30 milioni visitatori mensili in Italia, 25 milioni giornalieri, di cui 24 da mobile. Facebook vuole diversificare e guarda al turismo: già oggi il 50% degli utenti si ispirano per i loro viaggi su Facebook (e il 40% su Instagram). A livello mondiale 143 milioni di utenti sono collegati a una pagina di una Pmi italiana, e in Italia l’87% degli utenti Facebook è connesso a qualche piccola o media impresa e il 90% di queste sono strutture legate all’ospitalità e alla ristorazione.

Ma non c’è solo il turismo nel futuro di Facebook. Sempre più spazio guadagnerà l’e-commerce: 20 milioni di aziende utilizzano Messenger per collegarsi con i clienti. Marketplace è il servizio che l’app ha messo a disposizione degli utenti per vendere e comprare oggetti più agevolmente. Circa 550 milioni di persone visitano i “buy-and-sell” dei gruppi di Facebook ogni mese§: le potenzialità del social commerce sono enormi (per un confronto, eBay si ferma a 171 milioni di utenti, Craigslist a 55 milioni, secondo comScore). Nel 2021, le vendite via smartphone genereranno 333 miliardi di dollari, pari all’80.5% di tutto gli acquisti via e-commerce retail (fonte: eMarketer).

In ambito VR, Facebook, dopo aver speso 2 miliardi di dollari per aggiudicarsi la realtà virtuale di Oculus, ha lanciato Oculus Go, nuovo visore ultraleggero che dà l’addio ai cavetti a smartphone o Pc. Con chip Snapdragon, ha due LCD con risoluzione WQHD (2560×1440 pixel) e due controller: costa 199 dollari.

In ambito messaggistica, Facebook Messenger conta 1,3 miliardi di utenti che si scambiano 500 miliardi di emoji (1,7 miliardi di immagini/emoticon al giorno), inviano 18 miliardi di Gif/immagini animate, tengono 7 miliardi di conversazioni al giorno sulla chat ed effettuano 17 miliardi di videochiamate (il doppio rispetto al 2016). Facebook porta la realtà aumentata su Messenger: nella videocamera della chat sbarcheranno i “World Effects”, che permettono di sovrapporre oggetti 3D e interattivi a foto e video, in stile Snapchat.
Mark Zuckerberg ha annunciato l’apertura a tutti della sua piattaforma di realtà aumentata, AR Studio, per consentire agli sviluppatori di realizzare applicazioni originali che utilizzino la videocamera di Facebook e Messenger.

WhatsApp conta un miliardo di utenti, mentre Instagram ha superato la soglia dei 500 milioni utenti giornalieri attivi.

Google e Facebook detengono un duopolio del digital advertising
Google e Facebook detengono un duopolio del digital advertising

Nel volgere di poche ore, Apple investe 390 milioni di dollari in Finisar, fornitore di componenti per la fotocamera TrueDepth di iPhone X. Finisar è il fornitore dei (Vertical Cavity Surface Emitting (VcSEL), i laser a cavità verticale ed emissione superficiale impiegati nella fotocamera TrueDepth e nei sensori 3D delle cuffie senza filo AirPods. Alla fine dell’ultimo trimestre di quest’anno, Apple comprerà wafer VCSEL in quantità dieci volte superiore di tutti quelli precedentemente fabbricati a livello mondiale nello stesso periodo.

Secondo Reuters, l’investimento (che fa parte del miliardo promesso da investire negli Stati Uniti) serve però ad aumentare la produzione di chip.

L’altro giorno, Apple ha ufficializzayo l’acquisizione di Shazam, sviluppatore inglese della popolare app mobile per identificare i contenuti multimediali. Shazam aveva ricevuto una valutazione da un miliardo di dollari, ma, non avendo saputo costruire un business model per restare indipendente, ha dovuto cedere alle lusinghe del vendor di iPhone, sempre più intenzionato a sferrare un attacco a Spotify, la startup svedese ormai prossima all’IPO.

A novembre Shazam contava 175 milioni di utenti attivi mensili (su iOS ed Android), secondo App Annie: negli USA 20 milioni, 4 milioni in UK. Apple Music vuole vincere la sfida dello streaming musicale, dove Spotify domina con 140 milioni di utenti (giugno 2017), di cui 60 milioni abbonati a pagamento. Apple Music ha toccato i 30 milioni di iscritti solo a settembre, ma la crescita arranca: il servizio di Apple aggiunge a stento circa mezzo milione di nuovi abbonati al mese, pari a un quarto dei due milioni di Spotify.

Shazam è la seconda grande acquisizione di Apple, dopo quella delle cuffie Beats, per cui Tim Cook arrivò a pagare 3 miliardi di dollari nel 2014 (cifra monstre per Apple, che ci ha abituato ad acquisizioni piccole e mirate). Apple spera che Shazam tagli fuori la concorrenza, ma soprattutto porti in dote le competenze per creare gli algoritmi che hanno fatto la fortuna di Spotify.

L’acquisizione di Shazam, arriva poche ore dopo l’alleanza con Tencent Music, con i suoi 450 milioni di utenti mensili (sebbene solo 15 milioni a pagamento). Spotify sta preparando l’IPO, presentando una possibilità di espansione nel mercato cinese, dove Apple Music ha 3,5 milioni di utenti; inoltre, in base all’accordo le due società, adesso deterrebbero il 10% l’una dell’altra.

A novembre, Apple acquisisce VRvana, azienda specializzata in Virtual Reality (VR), per 30 milioni di dollari: segno che l’azienda di Cupertino si sta muovendo anche in questa direzione.
Ma è nell’Augmented Reality (AR) che Apple può dare il meglio di sè, introducendo TrueDepth nella fotocamera sul retro. Apple potrebbe combinare il 3D room-scanning con il machine learning, creando il concorrente di Google Lens. ARKit è un promettente inizio, ma ha dei limiti: una fotocamera AR sul retro con depth-sensing potrebbe aiutare le apps di augmented reality ad interagire più realisticamente con l’ambiente circostante.

Dopo mesi di silenzio, infine, Apple rilancia il progetto di self-driving car, ex Project Titan, che sembrava finito su un binario morto nel 2016, ma in cui il Ceo Tim Cook a giugno aveva confermato – in un’intervista – di non aver perso l’interesse per l’automotive.

Al centro dell’auto a guida autonoma, c’è l’intelligenza artificiale (AI), in cui Apple avrebbe raggiunto un livello più raffinato. Il sistema di self-driving di Apple si baserebbe su un software, in grado di rilevare altre auto, pedoni e ciclisti grazie a scanner 3D di tipologia Lidar, ma, in più rispetto alla concorrenza, il sistema è capace di effettuare l’identificazione, anche in presenza di gocce di pioggia sulle lenti o di pedoni scarsamente visibili, magari in parte nascosti da auto parcheggiate od altri ostacoli. La self-driving car di Apple non solo può guidare da sol, ma è anche in grado di imparare autonomamente sfruttando il machine learning.

Sul fronte smartphone, iPhone 8 non sta andando affatto male: Counterpoint afferma che l’iPhone dominava le vendite a livello mondiale nel mese di ottobre, battendo Galaxy S8 e Galaxy Note 8. Dai dati di navigazione di Mixpanel, risulta che il 4.76% è costituito da iPhone X, seguiti da iPhone 8 Plus (3.59%) e da iPhone 8 (2.78%).

Capitolo Wearable Tech: le spedizioni di Apple Watch Series 3 potrebbero raggiungere i 25 milioni di unità nel 2018. Apple domina il mercato smartwatch, con 4 milioni di unità, di cui almeno 800mila sarebbero i Watch Series 3 con connettività cellulare. Pur essendo tallonata da Xiaomi e Fitbit, che vantano rispettivamente 3,6 e 3,5 milioni di unità consegnate, l’azienda guidata dal Ceo Tim Cook vede rosa nel 2018.

Anche se slitta a inizio 2018 il lancio del suo home speaker HomePod, Apple è in pole per confermare le sue buone prestazioni anche nell’anno che sta per inaugurarsi.

UPDATE: Apple avrebbe tagliato le previsioni di vendita di iPhone X, da 50 a 30 milioni di unità. Nel primo mese sul mercato, lo smartphone del decennale rappresenterebbe il 30% di vendite totali di iPhone venduti (contro 23% di iPhone 8 e il 17% di iPhone 8 Plus). Le stime sono di CIRP (Consumer Intelligence Research Partners), secondo cui iPhone 7 e 7 Plus, insieme, deterrebbero ancora il 20% delle vendite totali di smartphone targati Apple. Non sono numeri esaltanti per l’azienda di Cupertino, dal momento che, a suo tempo, iPhone 6 e 6 Plus smossero il 90% delle vendite totali di smartphone a marchio Apple. Ma quali sono le previsioni per iPhone X? Jefferies prevede 40 milioni nel primo trimestre 2018, mentre Sinolink Securities si ferma a 35 milioni di unità e JL Warren Capital addirittura a 25 milioni di pezzi.

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