Il ritardo tricolore nell’Intelligenza artificiale (AI)

In Italia supera la metà (il 56%) il numero di aziende che è scesa in campo con iniziative di intelligenza artificiale (AI), progetti ancora in fase embrionale, contro il 70% di Francia e Germania. in una fase embrionale di utilizzo. So i dati che emergono dall’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, che ha condotto l’analisi su 721 imprese e 469 casi di utilizzo di AI.

Il ritardo tricolore nell'Intelligenza artificiale (AI)
Il ritardo tricolore nell’Intelligenza artificiale (AI)

A livello globale, si contano 460 startup dell’intellligenza artificiale, che hanno raccolto 2,2 miliardi di dollari di finanziamento, pari a 8,8 milioni di dollari in in media (contro i 5,5 milioni di un anno fa). Le startup internazionali sperimentano anche applicazioni in fase di test.

A fare la parte del leone è l’Intelligent data processing (35%), che sfruttano algoritmi di intelligenza artificiale per ricavare informazioni ed eseguire azioni di conseguenza; al secondo posto si piazzano le Chatbot (25%), agenti software che rispondono in chat a utenti umani, e svolgono un’azione o offrono servizi. I settori dove l’AI tricolore è più gettonato sono banche, finanza e assicurazioni (17%), automotive (17%), energia (13%), logistica (10%) e Tlc (10%). Le aziende italiane preferiscono andare sul sicuro: il 52% delle soluzioni esaminate preferiscono ambiti maturi (contro il 38% a livello globale).

Le imprese italiane stanno ponendo a questo tema grande attenzione per non perdere occasioni di miglioramento della competitività. Per coglierne a pieno i potenziali benefici, però, devono innanzitutto conoscere a fondo l’offerta di soluzioni disponibili e poi intervenire sui processi organizzativi e sul rafforzamento delle competenze, perché le persone siano effettivamente in grado di valorizzare le abilità delle macchine“, conclude l’Osservatorio.

In ambito automazione hardware, ricordiamo che nel mondo c’erano 66 robot ogni 10mila lavoratori nel 2015, saliti a 74 nel 2017 (in Europa 99), in Sud Corea sono 631.

Secondo The Boston Consulting Group e MIT Sloan Management Review, l’intelligenza artificiale riorganizza il business. L’80% dei manager giudica l’AI come un’opportunità, mentre solo il 40% la ritiene anche un rischio. Ma appena un’organizzazione su 20 ha messo a punto processi o offerte in maniera esaustiva; soltanto una su cinque in maniera limitata. Sfiora il 40% la percentuale di società dotate di strategia relativa all’AI. Fra le grandi aziende, con più di 100mila dipendenti, solo la metà ne ha una. Gli impatti maggiori sono attesi sull’information technology (IT), sulle operations & manufacturing, sulla gestione della supply chain e sulle attività di rapporto con i clienti.

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