E-commerce a doppia cifra in Italia, ma siamo ancora maglia nera in Europa

Nel 2018 lo shopping online a livello mondiale è un mercato da 2500 miliardi di euro (con 2 miliardi di e-shopper globali), in crescita del 20%: domina la Cina con oltre 1000 miliardi di euro, seguita dagli USA con 620 miliardi e dall’Europa con 600 miliardi. L’Italia continua a crescere a due cifre: registra un incremento del 16% rispetto allo scorso anno, a quota 27,4 miliardi di euro (quanto la Cina spende in un singolo giorno sul Web), trainato da turismo e dall’export. L’Italia cresce, ma sotto la media globale e rimane distante dai principali Paesi europei. Sono i dati che emergono dal rapporto delll’Osservatorio del Politecnico di Milano e NetComm, intitolato “eCommerce B2c in Italia: cresce il mercato, ma aumenta il valore?”.

Osservatorio Polimi e Netcomm: L'e-commerce in Italia e nel mondo
Osservatorio Polimi e Netcomm: L’e-commerce in Italia e nel mondo

Ben 15 miliardi sono spesi in prodotti fisici (+25%) e 12 miliardi in servizi (+6%). A trainare l’e-commerce è il turismo (9,8 miliardi), seguito dalla vendita di prodotti elettronici (4,6 miliardi, in aumento del 18,6%) e abbigliamento (+ 20% a 2,9 miliardi miliardi), arredamento (1,4 miliardi a +53%) e food (1,1 miliardi a +34%), mentre l’editoria in ripresa segna una crescita del 20%.

A livello geografico, guida il Nord Italia con il 56%, mentre al Centro e al Sud l’e-commerce si ferma al 23 e al 21% rispettivamente. L’m-commerce, lo shopping via smartphone o tablet, detiene un terzo degli acquisti.

«In Europa, l’Italia è ancora lontana dai principali mercati e-commerce, cioè Francia, Germania e Regno Unito», illustra Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano: «Lo sviluppo del nostro mercato deve passare in prima battuta dal potenziamento nell’offerta del Food&Grocery, la prima voce di spesa nel paniere degli acquisti degli italiani. Nonostante l’ingresso di diversi player locali e internazionali in questo settore, l’offerta non ha ancora la capacità di garantire una copertura territoriale capillare: oggi 4 italiani su 5 non possono ancora effettuare online la spesa da “supermercato” con un adeguato livello di servizio».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *