Lo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale (AI)

L’intelligenza artificiale (AI) di Google ha il doppio del QI di Apple Siri, ma entrambe verrebbero battute da un bambino dell’età di sei anni. Sono i risultati a cui è giunto uno studio condotto nel 2016, secondo il quale l’AI di Google è salito a 47.28 (molto più di quanto avesse nel 2014), mentre Siri ha totalizzato un punteggio di 23.94 punti. La cinese Baidu ha messo a segno 32.92 punti, mentre Microsoft Bing ne conteggia 31.98.

Lo stato dell'arte dell'intelligenza artificiale (AI)
Lo stato dell’arte dell’intelligenza artificiale (AI)

L’AI di Google è salita alla ribalta quando AlphaGo ha battuto il campione di Go in Cina, il leggendario Lee Se-Dol, e poi Ke Jie, il miglior giocatore di Go al mondo. Go è un gioco di strategia complesso ed è stato il banco di prova dello stato dell’arte dell’intelligenza artificiale (AI). AlphaGo è un software per il gioco del go sviluppato da DeepMind, impresa britannica di intelligenza artificiale, fondata nel 2011, acquisita da Google nel 2014 ed oggi controllata da Alphabet, la capofila del motore di ricerca di Mountain View. 

Rispetto al 2014, Google e Bing hanno compiuto progressi: l’AI di Google aveva un QI di 26.5 punti, mentre Microsoft si fermava a 13.5.

L’AI è partita dallo speech recognition e dall’image recognition, ma sta conquistando nuove aree. Gli assistenti vocali non danno solo voce alla domotica (pensiamo ad Amazon Echo, Apple HomePod e lo smart speaker Google Home, ma saliranno anche a bordo delle automobili. BMW ha per esempio scelto Amazon Alexa a partire dal 2018. Ma soprattutto, da quando Alexa ha lanciato le open API, GE ha realizzato un’Alexa lamp e LG ha implementato Alexa nel suo frigo. Amazon, che ha appena ampliato la famiglia Echo (anche con una sveglia), detiene il 70% del mercato degli smart speaker con assistente vocale, ma Google è seconda a distanza, secondo eMarketer.

(Per la cronaca: il mercato IoT oggi vale 2,8 miliardi di euro in Italia, in crescita del 40%: il mercato raggiungerà 80 miliardi nel 2020 in Europa – con 20 miliardi di oggetti connessi, di cui il 63% nel segmento consumer).

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