Botta e risposta via Tweet con Antonio Nicita (AgCom) sulla diffida dell’Authority contro Amazon

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha diffidato Amazon Italia: considera servizio postale quello svolto da due società che sono riconducibili al gruppo, Amazon Italia Logistica srl e Amazon City Logistica srl. L’Authority, di conseguenza, invita il colosso dell’e-commerce a regolarizzare la posizione delle due società per quanto concerne i servizi di consegna, equiparati a servizi postali. Per contestualizzare l’intervento di AgCom, riportiamo il chiarimento via Tweet del commissario AgCom, Antonio Nicita, che ha cortesemente risposto ai miei interrogativi sulla vicenda.

Botta e risposta via tweet sul caso Agcom vs. società di AmazonItalia
Botta e risposta via tweet sul caso Agcom vs. società di AmazonItalia

Quello che segue non è certo un’intervista, ma un chiarimento via Tweet: un botta e risposta veloce, ma che speriamo sia in grado di chiarire intanto cosa implica la diffida di AgCom contro le due società di Amazon. Amazon Italia ha 15 giorni di tempo per ottenere il titolo abilitativo e per mettersi in regola nei due segmenti in esame dalla diffida.

Mirella Castigli di Scenari Digitali ha posto tre sintetiche domande via Twitter al commissario AgCom, Antonio Nicita, che illustra la diffida dell’Authority, di cui fa parte, difendendola come “regola pro-concorrenziale“.

Tweet di Mirella Castigli (Scenari Digitali): “Ecco le mie domande:
1) AgCom assimila Amazon a servizio postale perché ha un sistema proprio di smistamento e consegne?
2) A. (Amazon, ndr) entrerà nel radar dell’authority, con quali conseguenze (anche x lavoratori)?
3) In che senso la diffida è “regola pro-concorrenziale”?

Tweet di Antonio Nicita (commissario AgCom):
1) No. Ci sono solo due segmenti di recapito postale che tipicamente erano svolti da terzi e che oggi Amazon risulta svolgere con sue società; 2) Per svolgere quel tipo di servizi serve autorizz min (autorizzazione ministerale, ndr) che comporta obblighi; 3) Amazon (verrà, ndr) trattata come i concorrenti attivi in quei segmenti.

Leggendo il Tweet di risposta del commissario AgCom, interpretiamo che l’AgCom equipara due società del gigante del commercio elettronico ai corriere espresso, in quanto dotate di un sistema proprio di smistamento e consegne; l’invito, tramite diffida, consiste nel richiedere al ministero dello Sviluppo Economico l’autorizzazione generale ad agire come operatore postale in Italia “in quei due segmenti“. Ciò comporta degli obblighi. Fra gli obblighi, probabilmente anche l’adozione del contratto collettivo di lavoro del comparto postale. Inoltre, poiché il Garante si occupa anche del settore degli operatori postali, oltre che della televisione e della telefonia, metterà questi due segmenti sotto la sua vigilanza.

In generale, in un primo momento si è dipinto l’intervento peggiore di quello che è, infatti si era erroneamente temuto che venissero prese in considerazione tutte le consegne pacchi (per questo si era urlato allo “Stato oppressore”!), mentre si tratta di una regola pro-concorrenziale: con questi Tweet, il commissario AgCom sottolinea che si tratta “solo due segmenti di recapito postale”. Spero che la Twittervista abbia spazzato via gli equivoci della prima ora e fatto luce sull’intervento dell’AgCom.

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