VIDEO: Il grande balzo dell’Intelligenza Artificiale (AI)

IDC conferma che l’Intelligenza Artificiale (AI) è uno dei mercati con maggior slancio nel panorama IT. La società d’analisi stima che la spesa mondiale in sistemi AI s’impannerà del 37,3%, passando da 24 miliardi di dollari nel 2018 a 77,6 miliardi nel 2022. A trainare il mercato dell’Artificial Intelligence (AI), attualmente, è l’automazione dei servizi al cliente.

Il mercato dell'AI sotto la lente di IDC e McKinsey
Il mercato dell’AI sotto la lente di IDC e McKinsey

Le previsioni di IDC segue a ruota l’analisi di McKinsey, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento le cinque aree d’intervento della tecnologia: assistenza virtuale, visione artificiale, machine learning, linguaggio e processi di automazione robotica. Entro il 2030, secondo McKinsey, il 70% delle aziende mondiali avrà implementato almeno una tipologia di AI.

Per quella data, il mercato dell’AI è destinata a valere 13 mila miliardi di dollari all’anno, pari all’1,2% del PIL mondiale. L’intelligenza artificiale impiegherà fra i dieci e i trent’anni per raggiungere l’80% della penetrazione dal lancio. Per farsi un’idea, gli smartphone hanno impiegato dieci anni, il Pc 21 anni, la lavastoviglie 36 anni.

I Paesi più evoluti trarranno vantaggi economici dall’introduzione dell’AI (20-25%), mentre quelli più arretrati si fermeranno al 5-15% di benefici. L’impatto sul lavoro genererà maggiore produttività: i lavori che richiedono maggiori competenze digitali potrebbero aumentare dal 40 ad oltre il 50%, con salari in rialzo del 13%. Ma c’è l’altro lato della medaglia: i lavori più ripetitivi e che richiedono meno e-skills, subiranno una contrazione dal 40 al 30%, con salari in declino dal 20 al 33%.

L’Italia sta cercando di colmare il ritardo nell’AI, grazie a una strategia nazionale, messa a punto dal MISE, per scommettere nell’intelligenza artificiale nei settori dell’alimentare e della moda.

Oggi conosciamo le vittorie di Alpha Go di Deep Mind, il riconoscimento utilizzato da Amazon Go (nei negozi senza casse e senza file, per capire quando i consumatori comprano un prodotto mettendolo nella borsa e pagandolo con l’app) o il metodo di Netflix di interpretare le immagini statiche per spingere il “binge watching”, proponendo nuovi video appena compaiono i titoli di coda del film/serie Tv precedente. L’Italia ha alcune startup interessanti, ma ha anche mostrato il drone dotato di AI per monitorare i tronconi del Ponte Morandi a Genova. Ma ora è tempo di una strategia nazionale per correre ai ripari e superare i ritardi dell’AI tricolore.

Il 40% delle imprese italiane, stima IDC, si attende già nell’anno in corso di un impatto delle tecnologie AI nel modo di fare business: i benefici, mediante tecniche di Machine Learning, si osserveranno anche nei processi di analisi dei dati. Secondo IDC, entro la fine dell’anno i tre quarti delle nuove soluzioni analitiche integreranno capacità di machine learning per soddisfare le richieste delle aziende. Il 32% delle aziende italiane prevede che l’impatto si estenderà al prossimo biennio. Appena il 12% prevede questo impatto tra 3 e 5 anni e il restante 16% non prima dei prossimi cinque anni. Entro il 2021, il 20% dei progetti di analytics, cognitive e intelligenza artificiale si baserà su un’infrastruttura eterogenea, sia on premise che su cloud.

@CastigliMirella

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