Il caso Huawei (fra terzo OS e disruption della supply chain) e l’Etica Hacker

La grande fuga da Huawei è iniziata. Dopo Google, è stata una reazione a catena, come era prevedibile: anche Vodafone (EE e presto altri operatori mobili), Microsoft (che cesserà il supporto ai laptop del vendor cinese), il chipmaker britannico ARM, la giapponese Panasonic, l’elenco è destinato ad allungarsi. Huawei è come l’Iran: radioattivo. Chi tocca i fili, muore.

Il caso Huawei (fra terzo OS e supply chain) e l'etica hacker
Il caso Huawei (fra terzo OS e supply chain) e l’etica hacker

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VIDEO: Bill Gates sceglie Samsung Galaxy con Android

L’addio di Microsoft a Windows Phone ha lasciato gli utenti dell’OS a un bivio (passare all’iPhone con Apple iOS o a device con Google Android?). Una scelta che ha costretto anche il suo celebre co-fondatore ad abbandonare i dispositivi dotati del software di casa e ad effettuare la migrazione. Bill Gates ha annunciato di aver scelto Samsung Galaxy, per la precisione un Galaxy S8 personalizzato.

Questo è un momento d’oro per Samsung, reduce dalla felice presentazione del nuovo Galaxy Note 8 (che fa dimenticare i guai del precedente modelli, problemi risolti da tempo) e dalle ottime vendite del Galaxy S8, il modello scelto da Bill Gates.

Bill Gates sceglie Samsung Galaxy
Mentre Samsung lancia Galaxy Note 8, Bill Gates sceglie Samsung Galaxy

L’azienda sud-coreana è la sesta nella classifica “Best Global Brands 2017” di Interbrand. Continue reading “VIDEO: Bill Gates sceglie Samsung Galaxy con Android”

VIDEO: Aspettando Pixel 2, Google compra i talenti di HTC

HTC non è un vendor Android qualsiasi, ma – volente o nolente – è un primus inter pares, anche solo per un motivo storico: è stato il primo OEM a scommettere sull’OS open source di Google. Era l’epoca del T-Mobile G1 e all’epoca la casa di Taiwan era un vendor legato a Microsoft, con cui collaborava sui terminali con Windows Mobile: un’era geologica fa. Inoltre, quando Google è tornata all’hardware con i fortunati Pixel, dopo la svendita di Motorola (a Lenovo), è tornata a bussare alle porte del vendor taiwanese, con cui in passato aveva già realizzato i Google Nexus. L’acquisizione del team di HTC, per 1,1 miliardi di dollari, da parte di Google, ha dunque radici profonde, indice di un rapporto che prosegue negli anni.

Aspettando Pixel 2, Google compra i talenti di HTC
Aspettando Pixel 2, Google compra i talenti di HTC: affare da 1,1 miliardi di dollari

Certo, dal picco di vendite del 2011 (con 45 milioni di unità, secondo Counterpoint Research), Htc è piombata a 12,8 milioni di smartphone, passando dal 9% di market share a meno dell’1%. Una china pericolosa. Gli ultimi anni non sono stati facili per Htc, costretta a licenziare migliaia di dipendenti, a causa dell’ascesa delle tigri cinesi (Huawei, Xiaomi, ZTE, Vivo e Oppo: i produttori cinesi hanno raddoppiato l’export in tre anni, ora esportano il 40% dei loro device; Huawei, con un balzo del 50% in Europa nella prima metà dell’anno, potrebbe superare Apple come secondo vendor al mondo, alle spalle di Samsung: il Mate 10 è atteso il 16 ottobre), mentre esploravs nuove strade, oltre Android, ampliando il raggio d’azione alla realtà virtuale con il visore per la realtà virtuale (VR) Htc Vive.

La scommessa di Google, forte di oltre un miliardo di dollari per aggiudicarsi i talenti di HTC, dimostra che il motore di ricerca fa sul serio nell’hardware, il cui business è cresciuto del 42% a 3,1 miliardi di dollari nel secondo trimestre (il segmento però include il cloud, in rapida crescita).

Google era già entrata nel mercato hardware, quando aveva acquisito l’americana Motorola per 12,5 miliardi di dollari: era il 2012 e l’azienda aveva fretta di rastrellare brevetti per difendersi nella Patent war innescata da Apple. Ma, dopo soli tre anni, Google cedette gli asset hardware di Motorola alla cinese Lenovo, per una frazione della cifra sborsata solo pochi trimestri prima: fu costretta a vendere, anche a causa delle tensioni innescate fra i vendor Android (Samsung aveva minacciato di mettere Android in secondo piano, scommettendo su Tizen OS). Ma l’anno scorso Google ha assunto Osterloh (ex Motorola) per guidare il business hardware, dove verrà inglobato il team di Htc.

L’acquisizione dei talenti provenienti da Htc, per costruire i prossimi Pixel (a proposito, Pixel 2 vedranno la luce il 4 ottobre), creerà una nuova ondata di tensione fra Google, che realizza la piattaforma Android, e gli altri vendor Android, o questa volta filerà tutto liscio? Samsung non avrà timore della competizione rappresentata dai Pixel, costruiti dal team di Htc in stretta collaborazione con il team software di Google? Solo il tempo dirà se il ritorno di Google nell’hardware sia stata o meno la scelta giusta.

Il ritorno di Andy Rubin con Essential Phone e lo speaker Essential Home

Andy Rubin, padre di Android, aveva lasciato Google nel 2014 per fondare la sua società Essential, sostenuta dall’incubatore Playground Global che ha raccolto 300 milioni di dollari per sfidare Apple e Samsung. Il nuovo smartphone Essential Phone PH-1 è un top di gamma, modulare ed elegante, in una parola essenziale (no logo e quasi privo di elementi fisici), con il display, protetto da Gorilla Glass 5, che occupa quasi totalmente la superficie frontale.

Il ritorno di Andy Rubin con Essential Phone e lo speaker Essential Home
Il ritorno di Andy Rubin con Essential Phone e lo speaker Essential Home

Con angoli arrotondati, lo schermo è ampio (5,71 pollici) con rapporto d’aspetto di 19:10 e risoluzione di 2560 x 1312 pixel. Vanta SoC Qualcommm Snapdragon 835, 4 GB di RAM e 128 GB di memoria interna. Al posto del jack audio da 3,5 mm (già mandato in pensione da Apple), è dotato di una porta USB di Tipo C, oltre al lettore di impronte digitali. Alle fotocamere consuete (frontale da 8 Megapixel e posteriore da 13 Megapixel), affianca una fotocamera per riprendere video a 360 gradi (in vendita a circa 200 dollari).

Lo smartphone di Andy Rubin sarà in vendita negli USA, disponibile in tre colori, al prezzo di 699 dollari.

Ma la novità che ha attirato l’attenzione della Code Conference è Essential Home, l’assistente domestico che lancia il guanto ad Amazon Echo e Google Home: lo speaker domestico è dotato di Ambient OS, il sistema operativo con assistente personale.

Per contrastare la frammentazione, uno dei maggiori problemi di Android, Andy Rubin ha annunciato servizi centralizzati nel back-end. Ma i dettagli saranno svelati in futuro.

UPDATE 28 settembre 2017: Essential Phone sarebbe uno dei peggiori flop del mondo Android, fermo a5 mila unità vendute. Nonostante Andy Rubin.

Google I/O 2017 in cifre

Ecco i numeri emersi alla conferenza sviluppatori Google I/O 2017: la piattaforma mobile Android conta già 2 miliardi di dispositivi attivi (contro 1.4 miliardi nel 2015 e 1,7 miliardi di device iOS), ora vuole portarli sull’ultima versione Android O e conquistare un altro miliardo, grazie a smartphone, tablet, smartwatch, Android TV, Google Home con assistente vocale Assistant, Android Auto, sistemi di realtà virtuale e Intelligenza artificiale (AI); Google Play Store ha registrato più di 82 miliardi di download di applicazioni; Android Auto su 300 modelli (comprese vetture di Volvo ed Audi), Android Watch su 50 modelli di smartwatch, Android TV conta un milione di attivazioni ogni 2 mesi; Android Go è il nuovo Android One, è in grado di funzionare con meno di 1 GB di RAM, ed è dedicato alla fascia più bassa del mercato dei dispositivi mobili; gli utenti attivi mensili su Google Drive sono 800 milioni, mentre mezzo miliardo sono gli utilizzatori di Google Foto, dove ogni giorno si caricano 1,2 miliardi di foto; l’Assistente Google è già attivo su oltre 100 milioni di dispositivi (presto su iPhone).

In arrivo sono Google Lens (sarà sufficiente puntare lo smartphone sull’insegna di un ristorante per accedere alle recensioni) e WordSense, un sistema che digitalizza lo spazio intorno all’utente e può proiettare quest’ultimo nell’ambiente senza sensori, ma sfruttando gli algoritmi di Visual Positioning Service. HTC e Lenovo realizzeranno nuovi visori che funzionano anche senza smartphone.

L’assistente Google Home diventa proattivo. eMarketer stima che 36 milioni di americani useranno uno speaker con assistente vocale come Amazon Echo o Google Home, almeno una volta al mese (+129% anno su anno).

Google I/O 2017 in cifre
Google I/O 2017 in cifre

Invece di fare salti mortali per trovare la lunga e complicata password del Wi-Fi sul retro del router, il vostro telefono ora può aiutarvi a riconoscere la password, capire che state tentando di accedere alla rete Wi-Fi e autenticare l’accesso in modo automatico”, ha dichiarato Sundar Pichai, Ceo di Google: “E per utilizzare queste nuove funzionalità, non avete bisogno di imparare nulla di nuovo. L’interfaccia e l’esperienza utente possono essere molto più intuitive rispetto, ad esempio, al copiare e incollare da un’app all’altra dello smartphone. La prima cosa che faremo sarà introdurre le funzionalità di Google Lens all’interno dell’Assistente e di Google Foto, per poi estenderlo anche agli altri prodotti”.

Si stima che Facebook genererà 16.3 miliardi di dollari nel mercato del display advertising in USA, pari a un terzo del settore, secondo eMarketer. Google ha una quota di mercato in declino al 12.5%. Ma a Google I/O il Ceo Sundar Pichai ha posto le basi per la crescita futura nei nuovi mercati emergenti.

Mirella Castigli