Storica collaborazione fra Apple e Google nel Contact Tracing che inaugura l’era post Coronavirus

Solo gli scettici che non credevano fino a ieri che, dopo la pandemia, nulla sarà come prima, si stupiscono della collaborazione fra Apple e Google, gli arci rivali dell’era Mobile, partnership con cui inaugurano l’era post Coronavirus (pC).

Storica collaborazione fra Apple e Google nel Contact tracing per affrontare la pandemia da Coronavirus
Storica collaborazione fra Apple e Google nel Contact tracing per affrontare la pandemia da Coronavirus

La Silicon Valley non poteva stare alla finestra, mentre la pandemia miete vittime e falcidia fatturati e profitti. L’esempio della Sud Corea e di Singapore, che, al lockdown hanno preferito un approccio più tecnico-scientifico (la ricetta delle Tre T: trace, test, treat), non sono passati inosservati, dal momento che, nonostante le difficoltà, il Sud-est asiatico (Sud-Corea, Singapore, Taiwan, Hong-Kong) ha affrontato meglio dell’Occidente l’epidemia globale.

E così, alla soglia dei 100mila morti e del milione e mezzo di contagiati (18 mila vittime solo negli USA e 500mila contagiati), con un PIL in crollo verticale durante la quarantena e proiezioni di Grande Depressione all’orizzonte, i due arci-rivali Apple e Google siglano de facto una tregua e annunciano al mondo una collaborazione per sviluppare un’app che, nel rispetto della privacy, aiuti a contrastare la pandemia e ad affrontare la Fase 2.

Apple e Google promettono di lavorare insieme, nel rispetto della privacy e della trasparenza, come hanno annunciato il Ceo dell’azienda di Cupertino, Tim Cook, e Sundar Pichai, numero uno di Google. In base all’accordo, i vendor di iPhone e dispositivi iOS e il produttore del sistema operativo Android, già vendor di Google Pixel, dichiarano di sfruttare la tecnologia Bluetooth, dopo che il contact tracing si è dimostrato utile nel frenare la diffusione del Coronavirus.

Apple e Google, i cui OS detengono oltre il 90% del mercato Mobile – pari a un terzo della popolazione mondiale -, lanceranno una soluzione complessiva che includerà le application programming interface (API) e la tecnologia a livello del sistema operativo per consentire l’abilitazione del contact tracing. A causa dell’urgenza del progetto, la soluzione verrà implementata in due fasi, mantenendo una forte protezione della privacy.

A metà maggio, iPhone e smartphone Android potranno scambiarsi informazioni anonime tramite app (scaricata su base volontaria) monitorata dalle autorità sanitarie, che, per motivi di cura ed assistenza, promuoveranno il download dell’applicazione.

Chi è entrato in contatto con un utente che risultasse positivo al test, grazie alla condivisione delle informazioni con le autorità sanitarie tramite l’app, riceverà un alert.

Nella seconda fase, non ci sarà più bisogno dell’app, perché la tecnologia verrà integrata nelle piattaforme mobili di Apple e Google: a quel punto, il sistema incrementerà la copertura. Ma il contact tracing richiederà un consenso esplicito mediante sistema di opt in.

I dati geo-localizzati non saranno mai usati per altri scopi. E guai che un sistema autoritario metta le mani su questi dati. Ma va cercato un giusto equilibrio per uscire dal lockdown, dal momento che la quarantena eterna è la tomba della vita e dell’economia: per il vaccino dovremo aspettare almeno 18 mesi e la sua distribuzione richiederà mesi.

In base alla partnership, Google ed Apple stanno rilasciando le bozze della documentazione tecnicache comprende le specifiche Bluetooth, crittografia e framework.

Laddove non arrivano i governi, ci pensa il mercato.

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