Huawei e la vittoria di Pirro nel mercato smartphone

La società di analisi Canalys incorona Huawei, primo vendor del mercato smartphone, dopo l’atteso sorpasso su Samsung (e già da tempo su Apple). Ma è vera gloria o un fuoco di paglia?

I nuovi Huawei Mate 30 e 30 Pro, senza le apps di Google
I nuovi Huawei Mate 30 e 30 Pro, senza le apps di Google

La galoppata di Huawei nel mercato smartphone rimarrà negli annali: ha saputo costruire una gamma smartphone competitiva, all’epoca in grado di integrare Android con uno fra i migliori rapporti qualità/ prezzo, caratteristica che ha attratto numeri crescenti di consumatori, stufi di cambiare device ogni tre anni, sostenendo costi giunti al limite dei budget personali ed aziendali. Tanto di cappello.

Ma poi è giunto – succedeva un anno fa, e non era certamente un fulmine a ciel sereno, bensì un crescendo rossiniano di sanzioni USA a suo carico, contro il 5G e poi contro i dispositivi – il bando di Trump: Huawei è stata costretta ad abbandonare la piattaforma Android e soprattutto il ricco ecosistema Google, ed ora balla da sola.

Nel mercato smartphone è la prima volta che svetta in classifica un vendor diverso da Samsung ed Apple. La prima volta da quando  Palm, Nokia e Blackberry hanno deposto il guanto di sfida, ma quella era un’era geologica fa, tutto è cambiato con il lancio di iPhone 3 e poi col 4 e con l’avvento del sistema operativo Android, il vero motore della scalata.

A sostenere Huawei nel sorpasso di Samsung è stata la quarantena post-Covid: nel secondo trimestre, il produttore sud-coreano ha venduto 53.7 milioni di smartphone, in crollo del 30% nei mercati chiave di Brasile, USA ed Europa, contro i 55,8 milioni di Huawei che, forte della domanda interna cinese, ha limitato le perdite (solo -5%).

Solo che ora Huawei vende i due terzi dei dispositivi mobili in Cina (Paese uscito per primo dalla quarantena), e non è più un campione dell’export.

Il vendor cinese parla di resilienza, ma l’ultimo vendor che confidava in questa coriacea caratteristica fu Nokia: sappiamo com’è finita.

Il punto di forza di Huawei – il mercato interno cinese – è il suo tallone d’Achille, in era post-Coronavirus.

Il suo storico primo posto nel mercato smartphone rischia di essere la classica vittoria di Pirro, in un mercato debole, mentre lo smartworking in fase lockdown traina il mercato Pc.

Le vendite in patria di Huawei sono salite dell’8% mentre il declino oltreoceano toccava il 27%.

Samsung invece prevede una ripresa nel prossimo trimestre.

Il mercato Pc intanto festeggia la più alta cresvita in Europa dal ’98 e si lecca le ferite dopo anni di magra, messo nell’angolo dai più seducenti smartphone del lavoratore globetrotter (oggi relegato in smartworking): le vendite di Pc nell’area EMEA sono cresciute del +26,4% nel 2Q20, quelle in Europa Occidentale del +30,6% (fonte: IDC).

 

 

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